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Congo, coltan, guerra, giustizia sociale: perché dovrebbe interessarci

L’uccisione dell’ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio, e del carabiniere che lo scortava, avvenuto alcuni giorni fa ci deve fa riflettere. Alcuni di voi, tempo fa, hanno incontrato, in collegamento da Barcellona, l’ambasciatore Grammenos Mastrojeni il quale ci ha presentato la “matrice di Gaia” che mette in relazione ambiente, pace, diritti umani e sviluppo. Se una delle componenti della matrice viene a mancare, anche tutte le altre componenti vengono a mancare. E’ quello che succede da decenni in Congo ed è ciò che ha portato all’uccisione dell’ambasciatore Luca Attanasio. Una delle cause della perenne guerra in Congo, di cui pochissimo si parla, è la presenza di un sottosuolo ricchissimo di risorse minerarie (oro, uranio) tra le quali il coltan, un metallo raro (fa parte della categoria delle “terre rare”), particolarmente utilizzato per la produzione degli smartphone ma anche per le sempre più diffuse auto elettriche. Conosce bene questi scenari Chiara Castellani, un medico di guerra che da decenni è impegnata in quelle zone e che più volte ha collaborato con l’Istituto Massimo. Il nostri progetto Crowd4Africa di alcuni anni fa aveva, effettivamente, lo scopo di aiutare un piccolo ospedale in Congo, gestito da Chiara Castellani.“Il preezzo del coltan varia a seconda della percentuale di tantalitema è anche un mercato molto instabile: nel 1998 costava 2 dollari al chilogrammo, nel 2004 – quando la domanda era estremamente elevata – è arrivato a toccare i 600 dollari, oggi vale tra i 100 e 150 dollari al chilogrammo. Il prezzo varia, anche, in base alla possibilità di estrarlo. La particolarità di questo minerale è che non si trova ovunque: ad esempio l’80 per cento delle riserve mondiali si trova in Congo.” (il testo tra virgolette è tratto da: Che cos’è il coltan e perché in Congo può costare la vita, di Angelo Ferrari, pubblicato sul sito www.agi.it.

L’immagine in evidenza è di: © Junior D. Kannah / AFP – Una miniera di coltan in Congo