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Le proiezioni ortogonali: introduzione e ripasso, proiezioni del cubo

Le Proiezioni Ortogonali sono una tecnica di rappresentazione che fa parte della “geometria descrittiva” e che consente di visualizzare un oggetto tridimensionale su un piano bidimensionale (il nostro foglio da disegno). Si tratta di “proiettare” secondo tre diversi punti di vista lo stesso oggetto, ortogonalmente (perpendicolarmente) a tre diversi piani, detti piani di riferimento (P.O.: piano orizzontale; P.V.: piano verticale, P.L.. piano laterale) ottenendo tre diverse viste, rispettivamente una dall’alto, una frontale e una laterale. Le proiezioni ortogonali consentono di avere una visualizzazione chiara dell’oggetto, con le sue dimensioni principali: lunghezza (L), profondità (P) e altezza (H).

Eseguire una proiezione ortogonale di un oggetto, significa guardarlo da tre differenti punti di vista e disegnare sul foglio ciò che vediamo. Possiamo immaginare i tre piani di riferimento (P.O., P.V. e P.L.) come le pareti di una scatola, come quelle dell’immagine di seguito:

Piano verticale. Piano Laterale. Piano Orizzontale.

Data questa scatola, immaginiamo di dover rappresentare un oggetto posto all’interno di essa: noi osserviamo l’oggetto secondo i tre punto di vista, come nell’immagine seguente, cioè: dall’alto, di fronte e di lato.

Se vuoi costruire a casa il tuo triedro di riferimento (detto anche: triedro di Monge), segui i seguenti due filmati. Ringrazio i colleghi docenti da cui ho tratto i filmati (citati nei relativo video) e il Prof. Betto dell’I.I.S. Alighieri di Catania da cui ho tratto ispirazione per la rielaborazione del testo del presente articolo.